VLC download: semplice e veloce, passo per passo

on January 24th, 2012 by admin

Del software Vlc Media Player si sanno ormai molte cose, e la maggior parte delle persone, solo dopo averne fatto il download si è potuta rendere cono della semplicità ed efficacia di utilizzo. Alcuni tuttavia si lasciano frenare dai timori legati al download. Ma anche in questo caso non c’è nulla da temere. per prima cosa il download Vlc è gratuito sempre, così come lo sarà il suo utilizzo. Inoltre occupa pochissimo spazio sull’hard disk, e avviene attraverso una procedura quasi interamente automatizzata, che richiede poche scelte da parte dell’utente.

Una volta che si è scelto il download specifico per il sistema operativo (ad esempio Windows o Mac, anche se VLC Media Player è compatibile con la maggior parte dei sistemi operativi) che si ha sul Pc, e tra questi quello adatto alla propria versione, sarà sufficiente cliccare sulla funzione ‘download’. Si dovrà scegliere se accettare l’opzione, per la destinazione della directory dal programma stesso o specificarne una, e una volta dato l’ok inizierà la fase di download vera e propria. Le informazioni richieste e le scelte in questa fase sono semplici, anche perché vengono richieste in funzione della lingua dell’utente, quindi nel caso specifico si usufruisce del vlc italiano.

Terminata la fase di download, bisogna passare a quella di installazione, ma basterà selezionare l’opzione ‘esegui’ perché questa inizi e si concluda nel giro di pochi secondi (la durata dipende dalla velocità della connessione, ma complessivamente tutto non richiede che un paio di minuti, che saranno sicuramente molto ben spesi). Una volta conclusa questa seconda fase si può iniziare a curiosare immediatamente nell’interfaccia di VLC, che può sembrare fin troppo semplice adattissima ai neofiti, ma grazie alle funzioni avanzate anche i più ‘evoluti’ tra gli utenti, avranno pane per i loro denti.

Come capire la serietà dei siti di annunci?

on January 12th, 2012 by admin

Internet è pieno di siti di annunci, alcuni dei quali specializzati in facili incontri di poche ore o per qualche occasione, altri che promettono di far fare l’incontro della vita. L’importante è non dimenticare mai che la scelta del tipo di incontro dipende solo dalle proprie aspettative e da ciò che veramente si vuole ottenere, per cui di per sé questi siti non sono né cattivi né buoni, ma sono solamente degli strumenti. Il tutto si riduce al tipo di utilizzo che si vuole fare.

Ma sia che l’obiettivo sia di annunci donna cerca uomo, o viceversa, e sia in funzione del tipo di persona, target o incontro voluto ci sono degli aspetti irrinunciabili, per tutelarsi e mettersi al riparo da brutte situazioni. Uno degli aspetti da non sottovalutare mai, in nessun caso, è la riservatezza e la protezione dei dati personali. Ad oggi il Garante della privacy ha stabilito delle norme piuttosto severe, che chiunque raccolta i dati personali è tenuto a rispettare, proteggendoli, attraverso procedure ben specifiche.

Ovviamente i siti più affermati hanno raggiunto posizioni tali che non metterebbero mai a rischio, per una sciocchezza o una leggerezza del genere. Quindi per prima cosa bisogna controllare la reputazione di un sito, e su internet non si avranno difficoltà a trovare recensioni, o anche semplicemente opinioni legate alle esperienze personali. L’altro aspetto invece è legato alle possibilità di scelta offerte. Normalmente ha molto più senso, e risulta più fruttuoso, indirizzare la ricerca alle persone della propria città: ad esempio donna cerca uomo a Milano, oppure a Roma ecc… Le implicazioni e le conseguenze sono fin troppo evidenti per dilungarsi ulteriormente, ma è inutile rivolgersi a siti che propongono solo situazioni reperibili in zone difficilmente raggiungibili, a mano che non si abbia un innato amore per l’avventura estrema e ad ogni costo.

Esistono investimenti sicuri al 100%?

on December 15th, 2011 by admin

Nulla di ciò che riguarda la vita umana è ‘sicuro al 100%’, così come un lavoro, anche dipendente, oppure un’attività o le semplici relazioni umane. Per cui costituisce un bell’atto di presunzione volere un investimento sicuro al 100%. Ciò che diversifica gli investimenti è il grado di rischio, e generalmente vale la regola che maggiore è il rischio, e maggiore sarà il rendimento che dovrò pagare perché qualcuno sia disposto a farsui carico di quel rischio. Minore è il rischio, quindi, minore sarà anche il rendimento. Quindi si tratta di scegliere eventualmente tra un investimento a basso rischio, oppure medio o addirittura alto, a seconda delle disponibilità finanziarie che si hanno, e i propri obiettivi. In ogni caso la soluzione migliore è quella di diversificare al massimo, investendo quote minime della disponibilità in investimenti rischiosi, e mettendo molto di più in investimenti sicuri.

Gli investimenti sicuri per eccellenza sono sempre stati rintracciabili nel mattone, anche se oggi, a causa di diverse distorsioni prodotte dalla crisi non è più così. Ciò non significa che investire nel mattone non sia più vantaggioso, ma l’importante è che venga fatto a determinate condizioni, scegliendo con maggiore accuratezza il mercato a cui rivolgersi. Queste possono essere sintetizzate in:

- mercato immobiliare dotato di vivacità nelle compravendite, perché si presenti comunque abbastanza liquido;

- prospettive di rivalutazione interessanti, con un prezzo di acuisto minore o al massimo prossimo all’effettivo valore dell’immobile;

- tassazione agevolata, o comunque non penalizzante sugli immobili;

- ottimi livelli di affittabilità, e se possibile di turnover, prediligendo gli affitti brevi.

Come scegliere il miglior mutuo

on November 12th, 2011 by admin

Se esistesse una formula matematica a cui affidarsi per avere l’assoluta certezza di riuscire a scegliere il miglior mutuo in senso assoluto, probabilmente la maggioranza delle banche avrebbe chiuso i battenti già da un bel pezzo. Nella realtà l’unica certezza è che l’esistenza del miglior mutuo, non va intesa in senso assoluto, ma relativo, poiché l’essere migliore dipende dalle proprie esigenze e non dalle caratteristiche del mutuo in sé.

Quindi per prima cosa bisogna valutare le proprie necessità, la capacità di sostenere il rimborso di una rata oggi, ma anche in prospettiva un domani (possibilità di avanzamenti di carriera, arrivo di risparmi o piccole somme, ecc…), se si ha il tempo e la voglia di controllare che sul mercato escano delle soluzioni migliori, la durata del piano di ammortamento, se si tratta di un mutuo prima casa o seconda casa, oppure se si ha anche la necessità di ottenere dei capitali aggiuntivi per fare delle ristrutturazioni, o una piccola porzione di liquidità, ecc… Infine bisogna valutare la propria capacità, anche emotiva di far fronte alle oscillazioni dei tassi di riferimento, per orientarsi su un fisso o un tasso variabile.

Inoltre una volta individuata la tipologia di mutuo più vicina alle proprie esigenze, non bisogna farsi attirare dal Tan, che tra tassi di imbocco, promozionali o altro, non racconta tutta la verità sull’effettivo costo di un mutuo. Quando si usano i motori online di comparazione, come filtro andrebbe scelta la valutazione in funzione del Taeg. A parità di situazioni, e altre condizioni va scelto il mutuo con il Taeg più basso, e non già con la rata più contenuta.

 

Prestiti protestati: una difficoltà non insormontabile

on November 3rd, 2011 by admin

I soggetti protestati devono affrontare una lunga serie di limitazioni nell’accesso agli strumenti di pagamento, e alle fonti di finanziamento, che possono complicare, e di molto, la vita, specialmente per coloro che svolgono delle attività. Infatti sono coloro che potrebbero, data la natura della tipologia di attività, avere più bisogno dei finanziamenti, ma sono anche quelli che si ritrovano la strada sbarrata. Se ad essere protestato è un dipendente o un pensionato, la situazione di limitazione può essere superata attraverso l’accesso alla cessione del quinto o del doppio quinto.

Si tratta infatti in entrambi i casi di prestiti protestati, che hanno anche l’ulteriore vantaggio di non tener presenti l’esistenza di altri finanziamenti in corso, in quanto godono di una tutela molto alta: il datore di lavoro pagherà mensilmente le rate, trattenendo a monte il relativo importo, per cui è certo che il debito verrà onorato. Inoltre è prevista una durata fino a 120 rate, e spesso viene usato come sistema per il consolidamento del proprio debito.

Tra gli aspetti negativi non può essere tralasciato l’elevato costo dell’assicurazione obbligatoria che risarcirà il finanziatore nel caso in cui il lavoratore non potrà farlo, per decesso o perdita del posto di lavoro. Con la cessione del quinto, la rata massima non potrà superare un quinto dello stipendio. La sola possibilità di aumentare tale portata si ha con il prestito con delega o doppio quinto, che permette di aggiungere un’altra somma, arrivando al massimo fino a 2 quinti dello stipendio. Ma mentre la cessione del quinto è un atto quasi dovuto (non va di norma incontro a delle bocciature e il datore di lavoro non può sottrarvisi), la cessione del doppio quinto nella pratica difficilmente viene concessa.

Forex online: le novità della tassazione

on October 27th, 2011 by admin

In Italia le cose vanno così, dopo anni di silenzio da parte del legislatore, affannosi tentativi da parte dell’Agenzia delle Entrate di colmare i dubbi lasciati dalla normativa, percorrendo spesso strade non popolari con le proprie interpretazioni, accade poi che il legislatore, tutto d’un tratto decida di sistemare le cose, capovolgendo spesso quanto era stato deciso fino a quel momento. Quindi dopo la circolare 67/E dell’Agenzia delle Entrate del luglio 2012, il legislatore ha modificato l’articolo 1 comma 4 del Tuf, spingendo recentemente la stessa Agenzia delle Entrate  a fare un’altra risoluzione, con la circolare 102/E. Dopo anni di silenzio, in circa 1 anno, si è mosso praticamente tutto.

Quindi che cambia per la tassazione forex Italia? Le posizioni dovranno essere chiuse e riaperte ogni giorno dai broker nel caso in cui il trader non volesse effettuare solo delle operazioni spot, per questo salta la sola tassazione che riguardava solo le operazioni per il possesso di oltre 100 milioni e per almeno 7 giorni continuativi (non sono più possibili 7 giorni continuativi). Ai trader viene data la possibilità di scegliere il regime amministrato, con la ritenuta a monte da parte del broker (aliquota al 20% dal 1 gennaio 2012), e il broker può garantire l’anonimato del trader (non deve compilare lo spazio SO del modulo 770). Inoltre il trading valutario è stato assimilato in tutto agli stumenti finanziari.

Tuttavia scegliendo il regime amministrato (che rimane comunque un’opzione) il trader non ha alcun obbligo di tassazione o dichiarazione, poiché percepirà già gli importi netti.

Traghetti Sardegna 2012: già diventa calda la stagione via mare

on October 9th, 2011 by admin

Quella del 2011 è stat veramente una lunga estate calda per la battaglia che si sono dati in mare la regione Sardegna e gli armatori privati, con la discesa nelle acque della Saremar, che per circa tre mesi ha costantemente solcato le acque, senza fermarsi nemmeno nei giorni di sciopero. Tutto fu innescato dalla decisione degli armatori privati di eliminare praticamente gli sconti dalle rispettive flotte (Moby, GNV, Snav). Quale sarà il destino per i Traghetti Sardegna 2012?

In fondo la musica sembra essere cambiata, perché mentre la Regione Sardegna ancora non ha messo mano, almeno ufficialmente alla promessa di far scendere di nuovo in campo la Saremar, e di potenziare le rotte, le compagnie private hanno iniziato a praticare una politica di sconti e tariffe molto basse, ma solo per un periodo di tempo limitato. In sostanza chi acquista i biglietti nel pieno della stagione invernale, avrà a disposizione un certo numero di posti a prezzi stracciati, anche se a fronte di condizioni molto limitative.

La sensazione è quella di cercare di guadagnare un po di terreno nel caso in cui la Saremar effettivamente dovesse rimettersi in movimento verso la Penisola, senza esporsi o rischiare troppo, potendo fare dietrofront nel caso in cui la giunta regionale sarda non dovesse mantenere fede alle promesse. Tuttavia nei prossimi mesi, entro Febbraio al massimo, le acque dovrebbero finalmente muoversi, e ci dovrebbe essere un po di chiarezza. In fondo, l’anno appena passato la giunta guidata da Cappellacci in circa un mese ha organizzato, navi, rotte, tariffe e condizioni per i tre mesi estivi.

Quali possibilità di finanziamento per i cattivi pagatori

on October 3rd, 2011 by admin

Lo status di cattivo pagatore viene acquisito nel momento in cui un finanziato non ottemperi nei tempi previsti, al pagamento di una rata. Normalmente prima che la finanziaria provveda alla segnalazione nella black list detenuta dalla Crif, deve mettere in mora il finanziato intimandolo ad effettuare il pagamento. Ma la corrispondenza spesso non aiuta, e tra pezzi di carta arrivati in ritardo o non arrivati affatto, si rischia di finite tra i cattivi pagatori senza nemmeno rendersene conto. Spesso si cade nell’errore di presunzione, che se sul conto c’è la disponibilità, il pagamento deve avvenire per forza perché la rid è attiva, ed ha sempre funzionato. Ma ci possono essere dei problemi tecnici, per i quali la banca non avrà alcuna responsabilità, poiché deve essere cura del finanziato accertarsi che ogni pagamento vada a buon fine. Quindi il primo ovvio, consiglio è quello di controllare ogni mese, dopo qualche giorno dalla data del pagamento che questa sia andata a buon fine.

Una volta che si diventa cattivi pagatori ottenere dei finanziamenti è un’impresa tutt’altro che facile. L’unica forma certa di finanziamento, che non può essere rifiutata, purché si possiedano i requisiti minimi richiesti è la cessione del quinto. Tuttavia possono accedere a questi prestiti solo dipendenti o pensionati. La cessione del quinto costituisce quindi la principale forma di prestiti a cattivi pagatori, ed ha il vantaggio di prevedere delle durate molto lunghe (fino a 120 rate), l’applicazione del tasso fisso, una fase burocratica molto limitata e il fatto che non si prende in considerazione l’esposizione debitoria del richiedente il finanziamento. Comunque prima di richiedere un finanziamento è consigliato controllare la propria situazione alla Crif, ed in caso di segnalazione controllare se siano decorsi i termini entro i quali la segnalazione deve essere cancellata dal sistema. dal momento che non sempre avviene in modo automatico, come dovrebbe, bisogna effettuare la richiesta, e solo successivamente procedere ad una richiesta di finanziamento.

La cessione del quinto mette come garanzia il reddito, con il prelievo a monte dalla busta paga, dell’importo da rimborsare mensilmente. E’ ovvio che il prestito senza busta paga diventa un’ipotesi più che remota per i cattivi pagatori, a meno che non abbiano la possibilità di ottenere un finanziamento con altre garanzie molto forti, soprattutto appartenenti alla categoria di quelle reali, come nel caso del pegno su beni di valore o dell’ipoteca su un immobile di proprietà.

Tipologie di prestiti senza busta paga

on September 25th, 2011 by admin

I prestiti senza busta paga, comprendono una categoria molto ampia di possibilità di finanziamento, ma in generale sono tutte abbastanza complicate da ottenere. Una tipologia abbastanza diffusa è rappresentata dal ‘prestito d’onore’, dove un ente si pone come ‘garante’ allestendo un fondo che rassicuri le banche del rimborso, nel caso in cui non riesca il finanziato. Ma ovviamente accedervi non è un’impresa da poco.

Diventa più semplice ottenere dei prestiti senza busta paga se si può sfruttare la figura di un garante o un coobbligato abbastanza solido dal punto di vista finanziario.  Un’ipotesi a cui spesso devono ricorrere i lavoratori autonomi, nei primi anni di attività (la maggior parte delle banche e delle finanziarie non si accontenta di un solo Unico, ma ne richiede almeno due consecutivi). Oppure se possono essere messe comunque delle garanzie reali in sostituzione di quella reddituale, come nel caso del pegno su beni di valore, o ipoteca mettendo a garanzia un immobile di proprietà.

Difficilmente rientrano nei prestiti senza busta paga, i prestiti veloci, i quali per loro natura, per la velocità che accompagna la gestione e valutazione della pratica, si fondano su situazioni semplici da valutare, con una sicurezza economica facilmente dimostrabile. Unica eccezione può essere il prestito della propria banca, che conosce esattamente la vera storia reddituale attraverso il sistema di versamenti e prelievi che il cliente mette in atto. Comunque i prestiti veloci sono generalmente di entità modesta, e non superano i 2500 euro.

Tra i prestiti senza busta paga, si possono infine considerare anche le carte revolving, ma prima di utilizzarle bisogna tener ben presente che si tratta di vere e proprie forme di finanziamento, alle quali tuttavia vengono applicati dei tassi di interesse estremamente elevati, e in generale costituiscono dei salvagenti in casi estremi, ma non costituiscono mai una buona scelta dal punto di vista economico.

Pannelli fotovoltaici prezzi: tante le variabili

on September 5th, 2011 by admin

Per la determinazione del costo complessivo di un impianto fotovoltaico, bisogna prenedere in considerazione un gran numero di fattori, dei quali la componente legata alla progettazione e all’installazione vera e proprio, incide in misura minima, rispetto al costo complessivo che bisognerà pagare per avere un impianto funzionante chiavi in mano.Ormai è abbastanza noto che la voce che pesa maggiormente (oltre la metà del prezzo complessivo da pagare a fine lavori), è relativa ai moduli fotovoltaici. Ma a loro volta sono estremamente variabili per i pannelli fotovoltaici prezzi, poiché dipendono da altri fattori, fondamentali, perché un impianto possa fornire il massimo rendimento.

Un impianto fotovoltaico non è a sé stante, ed è in generale fortemente condizionato dalle condizioni climatiche in cui andrà ad operare. E’ per questa ragione che un impianto a Milano, produce meno energia di uno stesso identico impianto a Palermo, pur presupponendo che per entrambi le altre variabili sfruttate siano ottimali. Un altro aspetto da considerare è se si tratterà di un impianto connesso alla rete oppure a isola (autosufficiente senza alcun legame con la rete elettrica nazionale).

Ma la scelta dei pannelli dipenderà anche dall’esposizione, dall’inclinazione e dalle eventuali situazioni di ombreggiatura. Scelte che potranno spingere verso moduli di prima, seconda o terza generazione, a seconda delle necessità. Invece per quanto riguarda il sistema di incentivi fotovoltaico 2012, il recente governo non ha apportato alcuna modifica al sistema a decalage stabilito dal tandem Prestigiacomo-Romani, e a partire dal 1° Gennaio 2012, si avrà la nuova riduzione prevista dalla tabella allegata al decreto.